20150323

Riassunto di un periodo indaffarato



È che sono tornata a studiare, e il ritmo è intenso. Non sempre trovo il tempo neanche per i film di paginaQ, ma al momento sono l'unica cosa di cui posso scrivere qui, anzi neanche: li linko e basta.
Da Francesco Rosi, regista fantastico, sono passata nel mese di marzo a occuparmi di Gian Maria Volonté, attore che mi è sempre piaciuto tantissimo. Quindi in ordine ecco i film visti (e non visti) per paginaQ ultimamente:

Salvatore Giuliano

Cadaveri eccellenti

Cristo si è fermato a Eboli

Per un pugno di dollari/Per qualche dollaro in più

L'armata Brancaleone

Da quando faccio questo master in traduzione dall'inglese in italiano non tollero più la maiuscola del verbo essere terza persona singolare è scritta con l'apostrofo - cosa che prima scrivevo per pigrizia; e ho scoperto che in italiano i titoli ma anche i nomi delle istituzioni hanno solo la prima parola con la prima lettera maiuscola (a meno che non ci siano altri nomi propri nel titolo), a differenza dell'inglese dove tendono a mettere la prima lettera maiuscola su tutte le parole principali; e che la -d eufonica (quella che si mette attaccata alla a, e, o alla o) si mette solo quando ci sono due vocali vicine uguali, quindi ed ecco ma non ad Eboli. Vi prego notate anche il mio perfetto uso del corsivo!

20150219

Febbraio è per Francesco Rosi




Vista la sua recente scomparsa e il fatto che avevo visto solo due film del regista napoletano, per  videoteQue di questo mese ho scelto di guardare e parlare dei film di Francesco Rosi.
I due film che avevo già visto erano Il Caso Mattei e Salvatore Giuliano: molto belli tutti e due, in particolare il secondo.

Sono già tre i film visti:

La Tregua
Ho iniziato da questo perché era da poco passata La Giornata della Memoria; ma il film non è un granché. Per niente, purtroppo. E' l'ultimo film di Rosi e forse aveva perso la sua verve.

Le Mani sulla Città
Il suo film più famoso. E qui mi posso lasciare andare: bellissimo, geniale, fantastico, capolavoro... madonnamia ma com'è che non l'ho visto prima.

Lucky Luciano
Rosi lavora spesso con Gian Maria Volonté, attore che a me piace molto. Se lui c'è il film vale sempre la pena. Meno bello degli altri film che ho visto del regista napoletano (a parte La Tregua, che proprio non conta come film di Rosi), ma molto originale per come tratta il problema mafia, e poi c'è Volonté.

A regola ne dovrei vedere solo un altro ancora, ma sento già che Rosi deborderà dentro marzo. 

20150218

E basta con tutto questo bianco e nero!




Un po' di colore.
L'importante è che sia pellicola.

Copio pari pari da Internazionale:

Il Rescued film project è un archivio online di immagini realizzate tra gli anni trenta e novanta. Ogni scatto proviene da rullini non sviluppati, scovati in tutto il mondo e a cui viene data una seconda possibilità. Queste foto sono ricordi che non sono mai finiti in album di famiglia o appesi alle pareti. Il team del Rescued film project crede che debbano essere viste per marcare la loro esistenza nella storia, non quella dei grandi uomini e dei grandi eventi, ma quella raccontata dai miliardi di storie che avvengono in ogni angolo del pianeta e in cui i protagonisti siamo noi. Recentemente hanno sviluppato trentuno rullini appartenenti a un soldato della seconda guerra mondiale, settant’anni fa. Il nome dell’autore è sconosciuto: tutto quello che hanno trovato con la pellicola sono stati una poesia e una lettera. In questo video si parla di quest’ultima impresa e del metodo di lavoro sulla pellicola. Tanti rullini di fabbricazione diversa, vecchi, spesso danneggiati non possono essere sviluppati seguendo gli standard indicati dalla marca. Ognuno di loro merita un trattamento specifico e rigoroso a seconda della vita che hanno vissuto. Provo grande ammirazione per questo progetto perché mi ricordo quanto fosse antipatico per me lo sviluppo quando studiavo fotografia: tirare fuori la pellicola e inserirla nella ghiera del cilindro senza vedere nulla, completamente al buio. Se vi ritrovate a sviluppare molto, l’unica cosa su cui potete fare affidamento è il tatto e se siete bravi, comincerete a vedere con le mani. (Giovanna D’Ascenzi)

20150211

Cartoline toscane







Venendo via da Cortona si sbaglia strada.
Era agosto.
Sei mesi fa.
Tra altri sei sarà di nuovo qua.


20150210

Snijeg / Neve


L'ultimo film con la neve per paginaQ. Come dico nell'articolo, questo film in Italia non è proprio uscito. Peccato, perché è veramente un bel film. Semplice, poetico, commovente, ottimista, femminile, surreale. E' un film bosniaco che si svolge in Bosnia non troppo tempo dopo la fine della guerra, con le ferite ancora tutte da rimarginare.

20150205

Chef coinqui exco ospite new adventures



L'ospite momentaneamente via: Lo scalogno è elegante.
Sburk con tutta la casa per sé: Lo sai che da ora e per sempre per fare una banale vellutata che poi è un passato di verdura ti toccherà passare le verdure in innumerevoli colini dai fori sempre più piccoli che hanno un nome preciso che ora mi sfugge e che non potrai mai mai più usare un minipimer o un qualsiasi altro marchingegno elettrico perché il dio alma ti fulminerà all'istante. Lo sai vero?

William Orpen, Chef de l'Hotel Chatham

20150204

Kingsmead Eyes Speak



E' un progetto fotografico di un fotografo sudafricano, Gideon Mendel, che fa un sacco di cose molto interessanti, e belle fotografie. Anche Crispin Hughes, un altro fotografo, è coinvolto nel progetto. Il progetto è consistito nel fotografare alcuni bambini che frequentavano una scuola elementare, la Kingsmead Community School, che si trova in una zona abbastanza povera di Londra e caratterizzata dalla presenza di molti immigrati, e poi dare a loro delle macchine fotografiche perché fotografassero la loro vita.

Qui c'è il sito del progetto con tutte le foto.
Qui c'è il sito di Gideon Mendel.
Qui, per non discriminare nessuno c'è il sito di Crispin Hughes.

La foto dall'alto è di Athena.

20150130

Vélo



Gigantesca mostra su Henri Cartier-Bresson a Roma conclusasi domenica scorsa.
Che uno dice: l'ho già vista.
No invece.
A Roma, sotto l'Ara Pacis c'erano foto mai viste, foto piccoline delle sue prime foto in Africa, di quando era fissato con le foto dall'alto; foto del suo periodo surrealista; foto di nudi; foto a colori; i suoi quadri e i suoi disegni: foto di orizzonti storti e piedi tagliati.
E foto di ciclisti!

20150128

Il Regno d'inverno


Vinse l'ultimo Cannes, ricordate?
Osannato da tutta la critica.
Dura tre ore e non trovai nessuno che voleva venire al cinema con me.
Il regista, Nuri Bilge Ceylan, turco, è lo stesso di Uzak e C'era una volta in Anatolia.
C'era una volta in Anatolia è uno dei primi film che ho recensito per paginaQ: molto molto bello.
Uzak, me lo ricordo ancora, lo vidi un po' di anni fa con exco (diventato molto coinqui ultimamente) quando era ancora liceale e avevamo l'abitudine pizza+film tutti i venerdì. Lo guardò tutto, in silenzio, anche i titoli di coda, poi mi disse: la prossima volta un film dove parlano per favore.
Ai tempi di Uzak, Ceylan me lo declamavano come l'Antonioni turco.
Per Il Regno d'Inverno ho sentito citare Ingmar Bergman e anche Checov. Robona insomma. Exco/coinqui secondo me questa volta avrebbe detto: la prossima volta un film dove parlano meno delle loro turbe esistenziali.
Resta il fatto, come per tutti i film di Ceylan, che c'è una fotografia bellissima, che mi fanno venire una gran voglia di visitare la Turchia, e in questo caso la Cappadocia. Una meraviglia.

Il Regno d'Inverno l'ho visto in streaming gratis su mymovies, che ha appunto questo servizio, mymovieslive, diciamo su appuntamento, e ti devi prenotare (se paghi, molto poco, allora ci sono film anche on demand e lo puoi vedere quando vuoi). La scelta di film non è ampia ma molto interessante. Lo streaming funziona. Mi si è bloccato una sola volta, ma è bastato rifarlo ripartire e andare al punto dove era arrivata. Mi sono già prenotata per Black Coal Thin Ice (una giallo cinese) e Miss Violence (un film greco che volevo vedere da un po'): siccome ci avviciniamo al Festival di Berlino stanno facendo vedere gli ultimi film che hanno vinto.
Insomma, mi sembra una bella iniziativa.

20150119

Berlino - La torre della televisione





Si trova in Alexander Platz, quindi in quella che era la parte est della città. Fu costruita tra il 1966 e il 1969 anche per dimostrare la potenza della Germania dell'Est. E' l'antenna televisiva più alta d'Europa dopo quella di Mosca. E' un punto di riferimento, la si può intravedere spesso camminando per le strade della città.
L'ultimo giorno c'era il sole.

20150118

Berlino in bianco e nero ma soprattutto grigio




Memoriale della Shoah (Peter Eisenman)
Mitte (Berlino)

In realtà non si può correre saltando da una stele all'altra, e abbiamo assistito a un guardiano che rincorreva qualcuno che lo faceva ma che poi è sparito nei meandri delle stradine formate dalle stele. Le stele sono di varie altezze, da 0,2 a 4 metri, e sono 2711. L'intenzione di Eisenman pare fosse di creare un sistema ordinato che però fagocitasse il visitatore che quando si addentra verso il centro dove le stele raggiungono i quattro metri di altezza perde il senso di contatto con la realtà e si sente solo.

Notevole monumento, l'abbiamo visitato sia di notte che di giorno. A me ha anche ricordato il Cretto di Burri in Sicilia in ricordo del terremoto che rase al suolo Gibellina.